E così sono andata a NY e sono sopravvissuta (al freddo, le nevicate, le camminate e tutto il resto), mi sono anche innamorata della città, di certi quartieri, certe atmosfere e dell’inevitabile senso del possibile che si respira. Una città talmente raccontata per immagini che fa parte ormai del nostro immaginario collettivo e che per me è associata a serie TV e film dagli anni 40 ad oggi.

Scriverò un post dedicato, ma se oggi mi dicessero cosa hai preferito, velocemente: Williamsburg  (i suoi negozi, i suoi locali, le sue persone, le sue strade, le sue strade), MOMA PS1 al Queens e prendere l’autobus ben poco turistico che da Greenpoint ti porta al Queens, Coney Island gelida e deserta (tornare assolutamente in primavera/estate), Cafe Mogador in Whyte Ave, Mast Brothers Chocolate, Barnes and Noble in Union Square, andare al cinema, la cake al limone di Pain D’Avignon nella Food Hall del Plaza (aperta a tutti e meravigliosa), la sensazione di essere chiaramente su un’isola e in un posto di mare, la comunità black di Brooklyn, il freddo pulito, passeggiare nella neve…

Tornata a casa mi sono riposata molto, ho patito un po’ il jet lag (e lo sbalzo di temperatura), ho visto un po’ di film sia al cinema che su Sky/Netflix, ho scoperto City Life che è diventato il mio “non luogo” preferito a Milano, sono andata da Marchesi a bere un “caffè del rientro”.

Ho sistemato un po’ l’agenda e mi sono dedicata al restyling del mio sito e del mio brand con esperte e professioniste.

Vedrete parte dei frutti fra un paio di settimane, infatti il mio sito andrà offline dal 15 di gennaio ai primi di febbraio e ritornerà rinnovato.

A presto!

Francesca

 

Scoperte librarie fatte a NY (sono tutti romanzi)

Modern Lovers di Emma Straub

Behold the Dreamers di Imbolo Mbue

Eleanor Oliphant is Completely Fine di Gail Honeyman

The Break di Marian Keyes