Personaggi storici e di fantasia come Circe, Salomé, Mata Hari e Cleopatra sono conosciuti nel nostro immaginario collettivo con l’appellativo di femme fatale. Le caratteristiche comuni che tradizionalmente sono attribuite a queste figure sono tutt’altro che positive: sono donne potenti, fiere, astute, pericolose. E, manco a dirlo, con una capacità seduttiva fuori dall’ordinario, capaci di “stregare” un uomo solo per raggiungere i loro scopi.

In realtà, la femme fatale è un personaggio archetipico, che usa il suo potere di attrazione scavalcando le regole sociali. È per questo che nel corso dei secoli la sua figura si è connotata come una presenza sovversiva e minacciosa. Se lasciamo da parte le nostre paure, però, scopriamo che la femme fatale non è una tipologia di donna, ma incarna un elemento della femminilità. Gode del conflitto perché esso è una componente necessaria di espansione, non solo per se stessa ma per la sua comunità e per il mondo intero. La morte, in senso simbolico, è utilizzata per generare nuova vita. La femme fatale è selvaggia, dice sempre ciò che pensa e vive i suoi poteri di attrazione senza fornire giustificazioni. È vera verso se stessa e verso la propria autenticità; la sua sensualità è sua alleata. Sa quello che vuole e quando lo vuole e non ha paura dei suoi desideri. È capace di usare i sentimenti negativi, come insoddisfazione, rabbia, dolore e amarezza, come fossero un fertilizzante miracoloso per i cambiamenti che desidera vedere nel mondo.

Prendi ispirazione dall’archetipo della femme fatale e parti proprio dai sentimenti negativi per creare valore nella tua vita e, di conseguenza, anche nell’ambiente intorno a te:

  • Tieni un diario della rabbia. Per 3 giorni scrivi in un quaderno tutte le cose che ti fanno arrabbiare e generano frustrazione, dalle inezie alle ingiustizie. Quando avrai la tua lista, mettile in ordine crescente, fino ad arrivare alla più potente. La consapevolezza di sé è sempre un buon punto di partenza.
  • Diventando consapevole dei tuoi sentimenti (rabbia, frustrazione, tristezza, dolore…), ti si chiarirà anche quali sono i cambiamenti che vorresti vedere intorno a te. Costa ti sta più a cuore? La gentilezza, il perdono, l’uguaglianza? Crea un piccolo altare ad hoc con oggetti mirati e indossa ogni giorno un dettaglio che evochi per te il cambiamento che desideri creare.
  • Sfoga i sentimenti negativi dicendo alle persone, in modo calmo e ben argomentato, cosa pensi davvero su determinati temi. No, non succederà niente, le persone non si allontaneranno ma anzi saranno colpite dalla tua schiettezza. Non sottovalutare mai il potere della verità.

L’archetipo della femme fatale ha il suo lato oscuro nella Tentatrice, colei che abusa del suo potere seduttivo con intenti manipolatori. La dicotomia femme fatale/tentatrice esiste in ogni donna. Quando ti accorgi che dentro di te è attiva la tentatrice, sforzati di provare compassione per lei attivando subito la seduttrice consapevole. La tentatrice, infatti, non è cattiva per natura ma è profondamente ferita dalla cultura che ha cercato di annientare i suoi poteri seduttivi, violando il suo sé. Non è un caso che cerchi di vendicarsi. Quando la riconosci, connettiti profondamente con lei, chiedile cosa puoi fare per aiutarla e scrivi la sua risposta sul tuo diario. In tal modo, imparerai molto sulla fonte del tuo malessere e saprai come trasformarlo in energia vitale.

 

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