E’ uscito un post di Enrica Tesio su FB.

Mi è piaciuto molto.

Diceva così:

“La verità è che non gli piaci abbastanza… Io ho passato un sacco di tempo a piacergli abbastanza, pochissimo tempo a capire se piacesse abbastanza a me, trascurando totalmente se mi piacessi abbastanza io. Il mio consiglio è non puntare comunque all’abbastanza, ma all’ “astrafottere”, al “come-non-ci-fosse-un-domani”, al “porcoddue” come direbbero i miei amati ragazzi di Barriera. Ecco “la verità è che non gli piaci al porcoddue”. Molto meglio. Le parole sono importanti, gli avverbi di più.”

Ecco io nella mia vita penso di essere piaciuta solo a una persona al “porcoddue”, la cosa mi ha fatto veramente spaventare era una intensità di sentimenti che non conoscevo e mi viene ancora da chiedere scusa a questa persona oggi (se per caso mi legge e si riconosce) per come mi sono comportata prima, dopo e durante.

A me nella vita è piaciuta solo una persona al “porcoddue” e no, non è il mio compagno, ma quella storia, quella del “porcoddue” mi ha sfinita, mi ha fatto perdere il baricentro e mi sono ripromessa di non vivere mai più qualcosa di simile. Il mio grande amore mi ha ricambiata per circa 15 giorni, tutto il resto è stato delirio, un delirio dal quale sono uscita solo quando ho visto altri atteggiamenti simili ai miei (di altre donne, nei suoi confronti) e questo mi ha fatto male più della mancanza, più del dolore insito nella situazione e più della presa per il culo. Mi ha fatto male pensare “Poverina” e renderemi conto di quanto “Poverina” ero anche io.

Quindi ad oggi io non so cosa vuol dire amare – ricambiati – al “porcoddue”, nel senso che ho amato io non ricambiata e sono stata amata io, non ricambiando.

Tutto questo per dire che le storie al “porcoddue”, spesso sono belle, ma incasinate, dolorose quanto basta e soprattutto hanno poco a che fare con guardare la tv sul divano e fare la spesa all’Esselunga anche quando non hai voglia, odiare il momento del lavaggio piatti, detestare quel cumulo di magliette etc etc.

Ecco vi ho appena raccontato una settimana tipo della mia più longeva relazione.

A me all’inizio PB piaceva molto molto, me lo volevo anche sposare.

Lui mi diceva che ero simpatica e molto colta, non esattamente quello che voleva a livello fisico, ma carina a modo mio, il mio grande plus per lui era che sapevo tutte le cose musicali letterarie e cinematografiche che sapeva lui, pure di più a volte.

Quando gli dicevo che lo volevo sposare mi diceva di aspettare, appena lo avessi conosciuto meglio mi sarebbe passata. Infatti aveva ragione, devo dire.

Forse a molte di voi questo suo atteggiamento nei miei confronti pare brutto, un pò forse si, ma devo dire che PB è anche l’uomo della mia vita che non mi ha mai dato buca. Mi fa incazzare mille volte al giorno ma ancora oggi non mi lascia a piedi nelle situazioni della vita (quelle morali, non quelle pratiche, perchè in quelle pratiche è l’araba fenice), non mi fa sentire sola, telefona, si presenta.

Questo per me è un requisito fondamentale in una relazione, quando mi vedevo col mio grande amore ero sempre sul chi vive.

Avevamo appuntamento e gli chiedevo conferma mille volte, a volte non si presentava, o arrrivava 2 ore dopo, o arrivava e stava solo un’ora (poi avrei scoperto perchè, ma mentre lo vivevo ero atterrita), eppure in quell’ora era perfetto, l’uomo migliore che avessi incontrato, ve lo giuro.

Però ero in continua tensione, continua.

Per cui io vi auguro che il vostro grande amore diventi il vostro compagno di vita, ma se così non fosse, vi suggerisco, adesso che di anni ne ho 45 e non 26, di scegliere chi può essere il vostro compagno e non il grande amore.

Di solito con un compagno ti senti a tuo agio, non sei in ansia a colazione, non hai paura che sparisca, ridi di te, non hai paura degli scazzi momentanei perchè tanto sai che va bene lo stesso, non devi sentirti per forza una figa di Hollywood (che diciamolo è estenuante), non metti solo il tanga.

E’ buffo perchè sto scrivendo questo pezzo in un momento in cui la mia relazione non è proprio fulgida (ecco un’altra cosa delle lunghe relazioni è che non sono sempre fulgide perchè c’è la vita dentro e la vita non è sempre fulgida), anzi, ci sono MOLTE cose che migliorerei però se oggi mi chiedeste perchè stai con PB risponderei così: Mi fa ridere ancora tanto – Capisce il mio humor nero a volte nerissimo – Mi sdrammatizza quando parto come Maria Callas – Sa come trattarmi se voglio essere lasciata stare o se invece deve insistere perchè in relatà non voglio essere lasciata stare – Sopporta uno stile di vita extralavorativo un pò autistico (che dopo tutto questo tempo non ho capito se ci soffre o è anche il suo, boh) – Non mi prende in giro quando dico che sono un gatto…

Insomma “sposate” qualcuno che apprezzi la vostra follia, il lato oscuro, l’eccentricità.

Tutto il resto resto sarà solo in discesa.

 

Bonus Track

Come non suggerirvi il nuovo romanzo filosofico di Alain De Botton?

In inglese però.

Che rende meglio.

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