DORMI ABBASTANZA?

Riposo, presenza, consapevolezza, semplicità, chiarezza, efficienza.

Questi bisogni possono essere soddisfatti da una semplice azione: DORMIRE.

E’ uno dei nostri bisogni primari ed è il primo che viene sottovalutato in periodi di stress e grandi impegni. Lo facciamo lentamente: prima iniziamo ad andare a letto un po’ più tardi per finire di lavorare o riordinare, poi iniziamo ad alzarci un po’ prima perché ci sembra di svegliarci ed essere già in ritardo su tutto.

Così ci troviamo in quell’area grigia che ondeggia a seconda dei momenti tra essere completamente riposati o essere esausti. Un’area pericolosa perché non ci fa sentire che siamo agli sgoccioli ed allo stesso tempo non ci fornisce la quantità di sonno necessaria per essere al pieno delle nostre capacità: funzioniamo sufficientemente quindi non c’è motivo di lamentarsi.

Nel giro di qualche mese questa condizione diventa la norma, ci dimentichiamo cosa vuol dire e come ci fa sentire dormire il numero di ore necessarie per il nostro corpo e la nostra testa, iniziamo a pensare che questo stato sia il nostro stato normale.

Ciascuno di noi ha bisogno di un numero di ore diverso di sonno per sentirsi bene, prova a scoprire di quante ne hai bisogno tu: per due settimane prova a svegliarti senza dover puntare una sveglia.

Non sono impazzita, se hai una scadenza fondamentale metti la sveglia all’ultimo momento possibile, ma non contare su quella, vai a letto prima in modo da poter capire a che ora ti sveglieresti senza essere obbligata.

Ti consiglio di iniziare questo esercizio nel weekend perché è probabile che la carenza di sonno accumulata si faccia sentire e che tenderai a dormire più della media i primi giorni. Prima della fine della settimana, invece, avrai un’idea molto più chiara di qual è il tuo ritmo naturale di sonno e qual è l’ora in cui devi andare a letto per poterti alzare da sola e riposata.

Sì lo so andare a letto presto suona molto sfigato ma non sottovalutare tutti gli aspetti in cui il sonno ha impatto sul tuo fisico e sulle tue emozioni.

Gli effetti di un buon sonno si faranno sentire presto: il nostro corpo sta bene, si riprende velocemente dalle malattie, il nostro metabolismo funziona, siamo più ottimisti, più resilienti allo stress e all’ansia.

MI NUTRO O COMPENSO?

Mi avvicino al tema del cibo e dell’alimentazione solo perché appartiene ad uno dei più frequenti e potenti strumenti di compensazione che usiamo.

Non sono un dottore, non sono una nutrizionista, non vi darò delle ricette salutari da preparare, questo lo lascio fare a chi ne ha le competenze.

Io guardo il cibo da un altro punto di vista.

Condivido con voi i vari ragionamenti che faccio quando si tratta di scegliere con cosa nutrirmi:

  • Appena posso cerco di imparare qualcosa sui diversi tipi di cibo, se sono di stagione, che proprietà hanno, in modo da poter scegliere consapevolmente.
  • Provo a ridurre al minimo quello che mi crea dipendenza. Ognuno ha la sua droga, chi ha il cioccolato, chi la caffeina, chi le patatine.
  • Ascolto il mio corpo. Provate a tenere un diario di una settimana annotando cosa avete mangiato e cosa più importante, come vi sentivate dopo averlo fatto. Energiche? Leggere? Oppure avreste voluto sdraiarvi sul divano a guardare tutte e sette le serie di Gilmore Girls? Il corpo non mente.
  • Cerco di distinguere tra quando ho realmente fame e quando mi prende la voglia di qualcosa per compensazione. Fermati e metti in discussione le voglie improvvise; chiediti “ne ho veramente bisogno?” “è appena successo qualcosa che mi ha messo a disagio?” “come è il mio umore oggi?”

IL MOVIMENTO FISICO

A tutti è chiaro che allenarsi o fare qualsiasi forma di esercizio fa bene, eppure è una di quelle attività sulle quali tergiversiamo:  questo dipende da qual è la nostra percezione dell’attività che dobbiamo fare.

Prova a farti questa domanda: cosa ti viene in mente e provi quando pensi all’allenamento/l’esercizio fisico? Un’ora di aerobica, una lunga corsa, 30 push-up di fila?

A me di scappare al Gorille a bere un Moscow Mule!

Ciascuna di queste attività comporta il fare un grande sforzo per un periodo molto più lungo rispetto a quello che vorremmo affrontare e questo è uno dei fattori principali che ci demotivano e allontanano dal fare sport.  Siamo geneticamente programmati per evitare le situazioni che ci generano disagio e quindi ce la diamo a gambe levate.

Io non sono certo una super sportiva, ma non è di sport ad alto livello che stiamo parlando qui. Parliamo di quel minimo di movimento fisico che semplicemente aumenti la pressione sanguigna, ci faccia dormire bene e ci faccia sentire connessi al nostro corpo.

Sperimenta, cerca la tua strada, trova quell’attività che al posto di spaventarti e pesarti ti diverte e fa sentire piena di energie.

Se sei ancora scettica prova a guardarla semplicemente da un’altra prospettiva: muoverti e fare esercizio è semplicemente un altro modo di esprimerti.

Ti permette di connetterti alle sensazioni che provi, ti espone a nuove esperienze e,  cosa più importante,  dai a te stessa il messaggio che dedicare del tempo a prenderti cura della tua salute è importante.